IL DIARIO ALASSINO

giovedì 29 settembre 2016

“Comune di Alassio: quando la realtà amministrativa supera la fantasia” (di Angelo Galtieri)

Spesso per chi fa opposizione è difficile capire e decifrare le scelte dell'amministrazione “regnante”: più spesso poi, un'amministrazione come quella alassina, “modesta”, poco “supponente” e particolarmente “aperta al dialogo”, si fa per dire naturalmente, tende in maniera strumentale a non comunicare le motivazioni che si sottendono a certe scelte e assai raramente,  è possibile che queste motivazioni emergano in modo naturale, spontaneo.

Oggi con la Determina dirigenziale n. 369 del 26 settembre 2016  avente ad oggetto: “ LAVORI DI COMPLETAMENTO DEL PRIMO PIANO DELL'AMPLIAMENTO DELL'ASILO NIDO COMUNALE 'PICCOLO PRINCPIE'. INCARICO PROFESSIONALE PER LA PROGETTAZIONE DEFINITVA ED ESECUTIVA DEL COMPLETAMENTO DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI siamo di fronte ad uno di questi rari casi (gli errori ortografici sottolineati, sono quelli nel documento originale, evidentemente neppure riletto).

Nella Determina dirigenziale sopra citata, il Dirigente Dott.Ing. Enrico Paliotto responsabile del 1° Settore Tecnico è ad oggi il primo Dirigente di un Ente pubblico in Italia dotato delle capacita tipiche di un  “mentalist“.
Per chi non conosce il termine, il significato di “mentalist” in inglese o “mentalista” in italiano sta come seguace del mentalismo - teoria secondo la quale l'oggetto della conoscenza si trova solo nella mente; insomma di chi legge nel pensiero) è colui il quale riesce ad “interpretare” la volontà del soggetto senza che costui la esprima ufficialmente.

Ebbene, con la Delibera sopra citata il Dirigente, anticipando volontà e desideri di questa amministrazione guidata dal sindaco Enzo Canepa e dalla potente e onnipresente vice-sindaco Monica Zioni, senza il  necessario indirizzo politico (espletato di norma con Delibera di Giunta) redige questa Determina con l'incipit qui letteralmente riportato:.. “Considerato che l’Amministrazione comunale intende avvalersi del potere pubblicistico di cui al punto precedente. “... Ovvero non rispettare gli impegni assunti dal Consiglio circa l'accordo extra giudiziale in merito al contenzioso Asilo Piccolo Principe – demolizione - … .“Considerato comunque che lo stesso Tribunale nella sopra citata sentenza fa salvo il potere pubblicistico di revoca previsto ex lege (cfr. art. 11 comma 4 L. 241/90). “

Finalmente oggi a distanza di 17 mesi riusciamo a comprendere la Delibera di Giunta n. 63 di Registro presa nella Seduta del 23/03/2015, avente ad oggetto: “Ing. Enrico Paliotto - Indennità ad personam ex art. 110, comma 3, D.L.gvo 267/2000 e s.m.i. - Decisioni in merito”.

                                                               DELIBERA

1) Di riconoscere, per le ragioni ampiamente esposte in narrativa e qui integralmente richiamate, all’ing. Enrico PALIOTTO, a far data dal 01 aprile 2015, un’indennità annuale lorda ad personam di euro 20.000 per tredici mensilità.

Siamo sempre stati un Comune con caratteristiche uniche, primo in Italia a fare giurisprudenza, primo a legiferare e ora primo ad avvalersi delle preziose quanto rare qualità con un Dirigente “ mentalist “: ma chissà quali altre sorprese ci riserverà in futuro !


Alassio, 29/09/2016
                       
Angelo Galtieri
consigliere comunale
capogruppo “ Lista Insieme X “


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mercoledì 28 settembre 2016

PERCHE’ NO! (di Giovanni Parascosso)

PERCHE’ NO! 
(Alcuni motivi per votare NO 
al referendum del 4 dicembre 2016)

In primis per opporsi al generale livellamento al basso che ormai pervade ogni ambito della nostra società.

Opporsi a QUESTA riforma costituzionale non è da conservatori o tantomeno da retrogradi, come pretestuosamente cercano di far credere i promotori del sì, ma rappresenta un Dovere per chi ha a cuore i Valori e i Fondamenti costitutivi della nostra Repubblica parlamentare come sanciti nella vigente Costituzione.
E a chi mi accusa di immobilismo, rispondo chiedendogli: “È meglio stare fermi o muoversi a casaccio?”
Riporto uno stralcio di un mio precedente articolo, e da qui riparto per alcune personali considerazioni:
“(…) novelli politicanti, astutamente giunti a governare per manovre di partito, si ergono a improvvisati costituzionalisti, propinando a colpi di maggioranza al popolo sovrano una riforma mal pensata e peggio scritta della Carta fondamentale dello Stato (...)
Non concepisco che si debba preferire una riforma costituzionale unanimemente ritenuta imperfetta e migliorabile, approvata in assenza di buona parte del Parlamento, in nome dell’asserita necessità di cambiamento, rispetto ad una riforma ponderata e condivisa tra le forze rappresentative del popolo sovrano.
Personalmente ritengo che il primo passo per invertire la rotta e risalire la china (non possa essere la rielaborazione maldestra della Costituzione ma) debba passare attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e debba essere un deciso NO alla politica dei proclami e dell’apparenza, dello strumentale gioco delle parti e del clientelismo, per abbattere una classe politica inadeguata e proporre persone credibili in forza di valori e principi testimoniati e vissuti prima che asseriti”.
In altre parole penso che prima e piuttosto, di riformulare la Costituzione formale, occorra riformare (non rottamare) la Costituzione materiale e in particolare la classe politica e la classe dirigente nazionale.

Considerazioni critiche sul metodo della riforma

Non bisogna dimenticare che il testo della riforma costituzionale è stato elaborato dal governo Renzi, attualmente e temporaneamente in carica, insediato non a seguito di elezioni ma succeduto per manovre di partito al governo Letta.
Se a ciò si aggiunge che il testo sottoposto a referendum è stato approvato dall’organo legislativo a colpi di maggioranza e in assenza di buona parte dei parlamentari, pure eletti con una legge elettorale dichiarata incostituzionale, si ha l’impressione di una riforma imposta da un governo in carica, piuttosto che concordata tra le forze politiche; di una revisione costituzionale improvvisata e contingente, piuttosto che ponderata e duratura.
Considerato nella gerarchia delle fonti, il valore primario e fondamentale del testo che si vuole riformare, il metodo adottato risulta del tutto inappropriato.
In questo, più che in ogni altro caso, il fine non giustifica i mezzi.

Considerazioni critiche sul merito della riforma

Occorre innanzitutto precisare come il quesito referendario, formulato unitariamente pur nella disomogeneità degli argomenti oggetto di riforma (bicameralismo paritario, riduzione numero Senatori, rapporti Stato – Regioni, abolizione CNEL), imponga all’elettorato una “scelta a pacchetto”, ossia o tutto o niente, nell’impossibilità di scindere le valutazioni sui singoli punti della proposta.
Condivido in toto le critiche di autorevoli commentatori e costituzionalisti che, pur senza paventare derive autoritarie, hanno sottolineato come con questa riforma si determini uno spostamento del baricentro dal Parlamento al Governo, se non al leader, in spregio alla forma di Stato che i Padri costituenti hanno voluto: l’Italia è una Repubblica parlamentare, nella quale la sovranità del Popolo viene esercitata dai suoi rappresentanti eletti in Parlamento.
Se si vuole attribuire maggiore forza al potere esecutivo o al premier, ritenendo con ciò di garantire maggiore governabilità e efficienza all’apparato statale, si dovrebbe eventualmente intervenire sulla legge elettorale e sulle prerogative che la Costituzione attribuisce al Governo e al Presidente del Consiglio.
Quanto al superamento del bicameralismo paritario, sempre che si voglia ritenere imprescindibile per la Nazione tale esigenza, non pare che l’intento sia correttamente perseguito, almeno con riguardo al procedimento di approvazione delle leggi.
Il semplice confronto tra il vigente articolo 70 della Costituzione e il riformato testo, denuncia in maniera evidente, l’improprio uso della tecnica legislativa che ha fatto paragonare la riforma costituzionale Boschi a qualunque legge finanziaria o a un decreto mille-proroghe da parte del prof. Gustavo Zagrebelsky; io avevo nobilitato tale articolo al rango del Codice della Strada per il minuzioso dettaglio delle disposizioni: d’altra parte la mia cultura giuridica neppure si avvicina a quella del costituzionalista citato.  

Peraltro il doppio passaggio del testo in ambo le Camere, nel regime ordinario di approvazione delle leggi, non ha impedito, in presenza di volontà politica unanime e matura, l’approvazione di importanti leggi in tempi ragionevoli.
La riduzione del numero di parlamentari, o meglio dei senatori, da 315 a 100 non appare sufficiente a giustificare la bontà della riforma neanche sul piano del risparmio generale, a fronte del cumulo delle funzioni di Consigliere regionale o di Sindaco con quelle di Senatore, della loro ineleggibilità diretta da parte del Popolo e dei necessari esborsi per le loro spese e trasferte, senza contare l’attribuzione dell’immunità parlamentare.
L’unico indubbio elemento positivo della riforma, l’abolizione del CNEL, mi pare rappresentare la “vaselina” per la “sodomizzazione costituzionale di massa”.
  
Avv. Giovanni Parascosso

Estate lunga, boom di turisti ma i bagni marini chiudono

Da "IL SECOLO XIX" del 28 settembre 2016



Riforma costituzionale: il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale del Disegno di legge, 12/04/2016 , G.U. 15/04/2016



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martedì 27 settembre 2016

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Alice Salvatore impegnata nella Marcia per la Costituzione
 farà tappa ad Alassio per un ristoro prima di ripartire per Albenga.

La Marcia è partita da Ventimiglia e si concluderà a La Spezia. 
Una marcia per dire NO alla pessima riforma della Costituzione.

Al termine del ristoro, chi lo vorrà, potrà accompagnarla nel cammino verso Albenga.